Domegge di Cadore

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Feste e tradizioni del Cadore. Gli eventi più importanti dell’anno

Domegge di Cadore è un caratteristico paese di montagna a vocazione turistica in provincia di Belluno, immerso nello splendido e mozzafiato panorama della catena delle Dolomiti. Le attrazioni per chi intendesse visitarla di certo non mancano, sotto il profilo paesaggistico, sportivo, culturale e storico, ma non mancano nemmeno le occasioni per gustare un po’ di tradizione montana con feste e sagre. Vediamo insieme quali sono queste feste e tradizioni a Domegge di Cadore e zone limitrofe.

San Martino

San Martino cade l’11 novembre ed è patrono di molti comuni del bellunese, capoluogo compreso. In altri invece è solamente un co-patrono, insieme ai santi Corona e Vittore. Nell’Italia settentrionale, il giorno di San Martino è sempre stato quello in cui scadevano gli affitti agrari, quindi è diventato una sorta di sinonimo del trasloco che le famiglie dovevano fare durante questa stagione alla ricerca di nuovo lavoro. Nel bellunese sotto questo aspetto la tradizione era meno sentita, ma San Martino è sempre stata una specie di spartiacque tra la stagione della campagna e quella della montagna.

San Nicolò di Bari

Nella parte più alta della provincia di Belluno, esattamente come accade nel mondo nordico o comunque in questi paesi ad influenza germanica, ancora oggi si usa festeggiare San Nicolò di Bari, che viene celebrato il 6 dicembre. La tradizione voleva che la sera della vigilia del santo, il vescovo accompagnato da angeli, demoni e da un asinello, visitasse le case dove al loro interno c’erano i bambini, per portare loro dei piccoli doni se questi fossero stati bravi durante l’anno, tradizione ripresa da Santa Klaus. L’usanza prevedeva inoltre che i bambini lasciassero sui davanzali delle finestre, un bicchiere di vino per il santo e del fieno per l’asinello. Proprio per la somiglianze con la figura di Babbo Natale, per non perdere la tradizione che invece è unica, molte associazioni locali tra cui le Pro Loco, le parrocchie, le scuole e i comuni, ogni anno si rendono attive per mantenere vivo questo rito invernale particolarmente suggestivo.

All’Epifania? I falò

Come anticipato, a Domegge di Cadore e nelle zone limitrofe, le occasioni per assaporare la tradizione montana di certo non mancano. Una di queste è data sicuramente dai falò epifanici, ricorrenza che in quasi tutte le vallate dolomitiche viene riproposta ogni anno con i fuochi propiziatori. Tale tradizione infatti, alla vigilia del 6 gennaio, prevede l’accensione di falò grandissimi in molti comuni limitrofi a Domegge di Cadore, e la leggenda narra che a seconda della direzione presa dalle fiamme e dei fumi, si potesse prevedere avvenimenti sull’anno cominciato da pochi giorni.

In alcune località, tra cui quelle del Cadore e dell’Alto Agordino, insieme al rito della Befana era diffuso anche quello della Redodesa o Donaza, figura dispettosa che avrebbe dovuto portare via tutti quei bambini che non si erano comportati bene durante l’anno.

Il carnevale

Il Carnevale è risaputo essere una tradizione davvero molto antica, che si ripete di anno in anno prima della Quaresima, che dà il benvenuto al tepore della primavera, con maschere, scherzi, travestimenti e feste di ogni tipo. Un tempo i costumi erano confezionati in casa, spesso ricavati da abiti vecchi e dismessi. Le maschere invece erano realizzate da artisti autodidatti in legno, con tradizioni mandate avanti di generazione in generazione. Ovviamente ogni carnevale, non solamente a Domegge e dintorni, ha il suo personaggio caratteristico di spicco.

In quasi tutti i paesi del Bellunese, ancora ad oggi il Carnevale è una festa molto sentita, ed ognuno organizza moltissime iniziative, con balli, fiaccolate mascherate ed altro ancora. Tra questi appuntamenti imperdibili, da menzionare sicuramente troviamo il Carnevale di Comelico, particolarmente caratteristico, che culmina con un’allegra sfilata inaugurata dalle maschere del Matazin e del Lachè. Negli ultimi anni anche altre località hanno recuperato la simpatica tradizione del carnevale, come Canale d’Agordo, con la Zinghenesta, la più bella ragazza del paese ad aprire le danze guidando il corteo con un abito coloratissimo ed ornato di fiori.

Le feste dei Patroni

Un tempo le feste dei Patroni erano teatro di celebrazioni religiose imponenti, ovviamente basate sulle reali disponibilità economiche del paese che le ospitava, ma anche di ricorrenze laiche, come mercati, fiere e giostre. Ancora ad oggi la tradizione non si è persa, ed ogni borgo organizza iniziative differenti destinate alle comunità locali e ai visitatori (numerosi) provenienti da ogni parte d’Italia.

Le ricorrenze in tal senso sono numerose, ed oltre a quella già citata di San Martino, troviamo San Simone, che cade il 28 ottobre, San Lorenzo il 10 agosto, San Pietro di Cadore, Santa Lucia, San Sebastiano, San Biagio e molte altre ancora. Particolarmente interessante è quella di Sant’Antonio da Padova, il 13 giugno. Proprio in questi giorni infatti, in passato gli animali cominciavano a trascorrere ai malgari i mesi estivi, per pascolare. Prima dello spostamento delle bestie, l’usanza era di recarsi presso la festa di Sant’Antonio, una sagra dove c’era la benedizione di alcuni cordoni definiti Spac, che venivano legati successivamente alle zampe o alle corna delle vacche, così che fossero protette dalle malattie. Questa caratteristica tradizione è viva ancora oggi, e può tranquillamente accadere che gli abitanti dell’Agordino portino questo particolare cordoncino, solitamente di colore bianco ed ornato da ciuffi di lane colorate, alla ricerca di protezione da parte appunto del santo.

Desmontegade

Le Desmontegade sono delle ricorrenze in cui vengono festeggiate le situazioni inverse a quella di Sant’Antonio da Padova, ovvero il rientro delle mucche dai pascoli in alta quota dove queste avevano trascorso appunto i mesi estivi. Anche questa tradizione è rimasta viva ai giorni nostri, e si usa organizzare delle vere e proprie fiere, dove tra l’altro è possibile anche comprare e vendere bestiame, e dove vengono rievocate usanze in parte dimenticate. Sicuramente momenti di intrattenimento, anche enograstronomici, a cui non mancare.

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