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Stambecco Alpino, perché è a rischio di sopravvivenza

Lo stambecco animale di montagna

La capra ibex, specie meglio nota come stambecco delle Alpi, è un animale gregario, erbivoro. Possiede una forma leggermente tozza, con gambe corte e pelo marrone chiaro in estate, che in inverno si scurisce e diventa più folto. Maschi e femmine vivono separati riunendosi solo nel periodo dell’accoppiamento. Lo stambecco femmina è di taglia più piccola.

É un animale caratterizzato da lunghe corna cave e permanenti. Le corna nel maschio sono molto più lunghe e grosse lunghe massimo 92 cm. Nelle femmine sono più sottili e corte e sono mediamente lunghe 34 cm.

Dove vive lo stambecco

Lo stambecco è un ottimo arrampicatore e predilige gli habitat rocciosi montani ad alta quota, oltre il limite del bosco, compresi tra i 2300 e i 3200 metri in estate, fino ai 1600 metri in inverno quando è alla ricerca di cibo, scarso in alta quota durante i periodi più freddi. In primavera, quando la neve si scioglie, spesso gli animali scendono a cercare erba fresca per poi risalire in quota.

Stambecco caratteristiche

Lo stambecco soffre il cado, in particolare l’aumento di temperatura. Negli ultimi anni le stagioni estive sempre più torride hanno creato sofferenza in molti animali, che sono stati costretti a raggiungere quote sempre più alte.

Già a rischio estinzione nel secolo scorso, la specie è alla ricerca di nuovi habitat per la sua sopravvivenza. Il fenomeno viene descritto come “starway to heaven” e rappresenta una vera e propria migrazione in altitudine per cercare il freddo. In queste zone, tuttavia, c’è scarsità di cibo e si stima che il territorio potrebbe essere ridotto di un terzo rispetto all’estensione attuale.

Bisogna considerare il problema della competizione all’approvvigionamento, che non interessa solo lo stambecco, ma anche altri animali che si ritrovano a vivere le stesse difficoltà.

Questi dati sono emersi in seguito allo studio condotto da alcuni ricercatori su un campione di stambecchi che vive nel Parco Nazionale del Gran Paradiso . Questi sono stati monitorati con attenzione, controllando i loro spostamenti e tenendo conto dei cambiamenti climatici in corso.

Il quadro emerso è abbastanza allarmante, in quanto si prevede un futuro infelice per lo stambecco di montagna, che si troverà ad affrontare condizioni sempre più ostili per la sua sopravvivenza.

Il riscaldamento globale mette a dura prova lo stambecco Alpino

Una ricerca promossa dall’Università degli studi di Sassari, pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”, ha messo in luce le criticità a cui sono sottoposti gli stambecchi, che mal tollerano i climi caldi.

Francesca Brivio, autrice dello studio, spiega come gli stambecchi non riescono a sopportare le temperature alte in quanto privi di ghiandole sudoripare. L’animale, inoltre, “ha un corpo tozzo e compatto, un pelo scuro e molto isolante ed è in grado di accumulare uno spesso strato di grasso corporeo”. Considerata anche l’assenza delle ghiandole sudoripare, si può ben comprendere come la specie affronti seri problemi di adattamento con il fenomeno del rialzo di temperatura.

La popolazione degli stambecchi del Parco Nazionale del Gran Paradiso è molto diminuita, più aumenta il caldo più gli animali saliranno verso le cime per cercare delle temperature più adeguate e meno cibo troveranno.

Lo scioglimento anticipato della neve, rende l’erba primaverile presto secca, quindi carente di fibre e proteine. L’erba rappresenta il nutrimento essenziale per il sostentamento degli stambecchi, in mancanza di questa non può essere garantita la sopravvivenza delle specie adulte e la nascita di nuovi piccoli.

Gli scienziati prevedono che in primavera, a causa di una riduzione dell’erba fresca, gli animali potrebbero subire un altro duro contraccolpo. A soffrirne maggiormente sono proprio le femmine, che devono affrontare le fasi dello svezzamento e dell’allattamento dei cuccioli, periodo che ricade fra il mese di giugno e quello di luglio.

Analizzando più nello specifico i dati, si ritiene che senza l’adozione di misure adeguate, nel 2100 spariranno metà delle aree popolate dagli stambecchi.

Anche la caccia allo stambecco contribuisce all’estinzione dell’animale, per questo è vietata in alcune nazioni (Italia, Francia, Germania) mentre in altri stati (Svizzera, Austria, Slovenia) è consentito l’abbattimento selettivo.

Stambecco Alpino, perché è a rischio di sopravvivenza