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Montagna

I rifugi alpini: quali sono quelli da non perdere

Per gli amanti dell’alta montagna e del trekking, esistono oggi delle soluzioni di ristoro, che possono essere anche delle vere e proprie mete, in quanto i locatari sono oggi organizzati in modo tale da garantire tanti comfort ai loro ospiti. Per questo motivo, i rifugi alpini si rivelano essere sempre meno dei luoghi stoici e di fortuna e sempre più dei posti confortevoli e accoglienti, dove è possibile trascorrere dei momenti di relax gustare i cibi tipici del luogo, ammirando e vivendo la natura quasi selvaggia.

Chi non è delle varie zone di cui scriveremo più avanti e desidera arrivare in aereo negli scali più vicini alla località, potrebbe pensare di scegliere un servizio di noleggio auto e con una vettura a disposizione, recarsi in una località vicina, parcheggiarla e poi partire con il trekking.

Alcuni rifugi alpini sono davvero molto belli: vediamone alcuni insieme.

Rifugio Peller, Dolomiti del Brenta

Furono alcuni membri della Sat di Cles (ovvero della società degli alpinisti tridentini) a iniziare la costruzione di questo rifugio nel 1903 e ad acquisirlo nel 1914. Un incendio lo distrusse nel 1943, fu ricostruito nel 1952 e bruciò di nuovo dieci anni dopo; fu a questo punto che venne ricostruito nel versante nord-est, vicino a Malgari. Questo riparo è stato recentemente ristrutturato ed oggi è raggiungibile sia dalla Val di Non che dalla Val di Sole, attraverso molteplici e suggestivi sentieri e tramite la strada carreggiabile.

Il Rifugio Peller è adagiato sui prati erbosi del Monte Peller, dal quale prende il nome, si trova a oltre 2.000 metri di altezza ed è quello più a nord tra tutti quelli presenti nelle Dolomiti. Questo rifugio è quello maggiormente consigliato per gli amanti della Mountain Bike e per chi vuole trascorrere qui una vacanza all’insegna della scoperta della bellezza della Pian di Nana.

È un punto che collega anche molti altri interessanti percorsi, come quello di Malgà Clesera, del Lago delle Salare, della Malga Tassulla, del Lago Tovel, della Val Madris e della Cima del Peller.

Altre escursioni interessanti sono quella per il Rifugio Graffer, una delle traversate più emozionanti del Gruppo Brenta; la Malga Tuenna, il Sentiero 306 delle Palete e quello alpinistico 336.

Rifugio Zallinger, Bolzano

Prende il nome dalla graziosa alpe di Zallinger, ma è chiamato anche Rifugio Giogo, in quanto posizionato al piede del Giogo di Fassa, il quale funge da collegamento tra l’alpe di Siusi, il Monte di Castelrotto e la Val Gardena, con la Val di Fassa e la Val Duron.

Il Rifugio Zallinger si trova a 2.054 metri di altezza e qui, rumore, confusione e stress sono lontani anni luce. La particolarità di questo posto è che chi vi pernotta deve scordarsi di arrivarvi con l’auto, la quale invece deve essere lasciata nel parcheggio di Saltria. Si giunge sino all’hotel con l’apposito Alm-Taxi, il quale effettuerà contemporaneamente anche il check-in. Gli spostamenti in città o per il rientro, avvengono sempre tramite questo taxi speciale che d’inverno, con la neve, viene sostituito da un gatto delle nevi.

In questo rifugio è possibile gustare la cucina locale, fatta di prodotti freschi e genuini; le portate non sono creative e non sono tantissime, ma è certo che quello che viene cucinato qui, è qualcosa che coccolerà il palato degli ospiti: ovviamente o pasti si chiuderanno con un buon grappino in compagnia.

Dalle camere o dalle dependance, i visitatori possono ammirare uno scenario mozzafiato, ma il bello sarà quando si uscirà per una camminata rilassante, per una rampicata o per un’escursione in montagna, lungo l’alpe di Siusi. In inverno è possibile fare la discesa con lo slittino o una divertente ciaspolata in malga. Di certo non mancheranno le occasioni per respirare l’aria fresca a pieni polmoni e per ammirare e vivere la bellezza della natura alpina.

Rifugio Val di Fumo, Valle del Chiese

Al Rifugio Val di Fumo non giungerete in auto, ma dopo aver parcheggiato l’auto e dopo circa un’ora e mezzo di camminata; d’altronde si tratta di arrivare in un luogo incontaminato, dove praterie, prati e mandrie che pascolano libere la fanno da padrone.

È il posto ideale per le famiglie che vogliono condividere i veri valori che la natura è capace di donare, ma anche per gli escursionisti esperti che desiderano intraprendere dei percorsi di trekking impegnativi ed emozionanti. Gli amanti delle escursioni si troveranno molto bene anche tra primavera ed estate, quando il rifugio è circondato da un meraviglioso giardino in fiore.

Il rifugio si adagia sull’omonima incantevole valle, leggermente rialzata rispetto al Fiume Chiese, il quale sgorga a capo di questa stessa gola, lunga 30 Km. Ai fianchi della valle ci sono i dentellati caratteristici “coster” di roccia tonalitica, i quali proteggono le vedrette relitti delle glaciazioni, quando la valle altro non era che un ghiacciaio.

Rifugio Fuciade, Val di Fassa

Questo rifugio si trova sul Passo San Pellegrino a 1.982 metri ed è noto soprattutto per la sua deliziosa enogastronomia. Dopo aver parcheggiato l’auto e aver camminato per circa un’ora e mezzo, si giunge in questo luogo circondato dalle Dolomiti e dal quale la vista è incantevole.

L’interno del rifugio è reso suggestivo dalla presenza delle stufe in maiolica, di tanti oggetti particolari come utensili agricoli, chiavistelli, porte e pezzi di arredamento e antichi.

I prodotti enogastronomici sono contrassegnati dalla tipicità del luogo e dai sapori forti, come quelli delle grappe aromatizzate o del tomino in crosta di pistacchi.

Quando le nevicate divengono incidenti, la struttura mette a disposizione dei visitatori motoslitte, gatto delle nevi o pulmino; quando il tempo è più clemente, invece, andare a piedi e fare lunghe escursioni è quasi obbligatorio per ammirare tutta la bellezza della natura che è intorno