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Dolomiti bellunesi: dalle origini ai nostri giorni

Per conoscere meglio e con dovizia di particolari la storia dell’uomo è importante capire dov’egli ha vissuto e come si è relazionato con il territorio circostante. Un caso molto eloquente e interessante è quello delle Dolomiti bellunesi, sulle quali gli insediamenti umani risalgono addirittura a oltre quarantamila anni fa. E da allora, nonostante tante difficoltà, questa storia, questo rapporto, non si è mai interrotto.

L’uomo e la natura sulle Dolomiti bellunesi

Dalla preistoria fino ai giorni nostri, passando per la dominazione romana e il Medioevo, sulle Dolomiti bellunesi l’uomo ha costruito le sue dimore. L’ambiente delle Dolomiti bellunesi non è sempre il più semplice e agevole, ma nonostante questo si è riusciti, in un modo o nell’altro, a costruire un equilibrio positivo. Per l’uomo e per la natura. L’avvicendarsi di generazioni e epoche consente, a noi contemporanei, di capire di più della storia dell’uomo, anche e soprattutto da come è riuscito a rendere vivibili e abitabili luoghi impervi come sono molte zone delle Dolomiti bellunesi.

La preistoria

Come detto la storia degli insediamenti sulle Dolomiti bellunesi inizia più di quarantamila anni fa, con l’uomo di Neanderthal che giunse qui per cacciare i mammiferi. Durante il Paleolitico, invece, l’Homo Sapiens Sapiens sfruttò questa zona per estrarre la selce. I primi villaggi sono da collocare non prima del Neolitico quando l’uomo scoprì l’agricoltura e riuscì a ottenere una maggiore stabilità. Durante l’Età del Ferro, invece, avvennero i primi contatti con altre culture. Sono stati infatti rinvenuti oggetti che testimoniano come qui giunsero i Celti prima e i Reti poi.

I romani

Sul finire del II secolo a.C. inizia ufficialmente l’epoca che viene denominata Colonizzazione romana. Una delle maggiori testimonianze di questo periodo storico è data dalla Via Claudia Augusta-Altinate, ovvero il percorso che collegava con il Mare Adriatico. Com’è possibile approfondire su www.visitareroma.info, la storia e la scelta dei nomi delle strade romane permette di comprendere molto dell’organizzazione politica dell’epoca in cui furono costruite. Con la Via Claudia Augusta-Altinate i romani potevano controllare al meglio la zona, riuscendo ad avere su di essa un importante controllo.

Il Medioevo

Con il Medioevo la zona delle Dolomiti bellunesi, come molte altre, fu investita dalla cristianizzazione, tanto che Belluno e Feltre furono due delle più antiche sedi vescovili di tutto il Veneto. La gestione (anche politica) dei vescovi ha segnato profondamente i secoli del Medioevo e il numero di chiese, cappelle e luoghi di culto qui presenti è il riflesso della mentalità e sensibilità dell’epoca.

La dominazione veneta

I quasi quattrocento anni (dal 1420 al 1797) della Serenissima la zona delle Dolomiti bellunesi non conosce grandi stravolgimenti dal punto di vista politico e finanziario. L’evento tragico di maggior rilievo è quello della distruzione della città di Feltre. Quest’epoca non fu solamente un periodo di transizione tra il Medioevo e l’epoca moderna, in quanto fu un tempo di importanti costruzioni e ricostruzioni. Gli edifici rinascimentali e tutte le meravigliose ville della zona pedemontana che ancora oggi è possibile ammirare, sorgono proprio in questo periodo. La particolarità di queste costruzioni, oltre a riflettere il gusto dell’epoca, è la capacità di inserirsi in maniera curiosa e caratteristica nel paesaggio naturalistico circostante.

L’epoca moderna

Con un grande salto temporale arriviamo all’età moderna e contemporanea, partendo dalla caduta della Repubblica di Venezia. A questo evento seguì una dominazione francese seguita poi da quella austriaca. Nel 1805 tutta la regione veneta viene annessa al Regno d’Italia di Napoleone per poi passare, dopo la caduta del Bonaparte, a far parte dell’Impero asburgico. Solamente nel 1866 si arrivò all’annessione con il regno sabaudo e da quel momento la storia delle Dolomiti bellunesi è quella dell’Italia unita.