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Diventare uno speleologo: cosa c’è da sapere

Cosa vorresti fare da grande? Quante volte ai bambini di diverse età si è posta questa intrigante e impegnativa domanda? E quante volte tra le risposte ci si è sentiti dire “voglio diventare uno speleologo”? i bambini si affascinano rapidamente delle cose misteriose e l’attività di speleologo è una di quelle che meglio riflette questo tipo di interesse. Molte passioni giovanili con il tempo sfumano e ci si ritrova a svolgere mestieri e lavori che da bambini mai ci si sarebbe sognato di fare. Nel caso in cui, invece, diventare uno speleologo è ancora un desiderio forte e radicato, ecco quali sono i requisiti, i percorsi formativi e gli sbocchi professionali che questo tipo di attività richiede e propone.

L’esploratore di caverne sotterranee

Prima di capire cosa bisogna fare per diventare uno speleologo professionista è utile capire qual è il tipo di attività che egli è chiamato a svolgere. Anche per evitare fraintendimenti e valorizzare la passione non solo dei bambini, ma anche dei ragazzi e degli adulti. La speleologia è una scienza che si occupa dello studio delle cavità sotterranee. Questa disciplina generale può poi prendere diverse specializzazioni a seconda del tipo di grotta e cavità di cui si occupa. È il caso della speleologia speleosubacquea (che si occupa delle grotte sommerse) o della speleologia urbana (per le cavità di tipo archeologico), tanto per fare due esempi. Lo speleologo, quindi, non solo scopre le caverne sotterranee, ma le studia, le analizza e si occupa della loro tutela, documentazione e divulgazione.

La formazione per diventare speleologo

Come si può immaginare questo tipo di professione richiede diverse competenze e diventare uno speleologo non è del tutto semplice. Questo perché sono tante (e anche diverse tra loro) le competenze richieste. Queste vanno da quelle teoriche (con gli studi geologici, naturalistici, storici, eccetera) a quelle pratiche (l’utilizzo di particolari strumenti, il sapersi muovere su superfici sconnesse, eccetera).

Il percorso formativo per diventare uno speleologo e necessario conseguire una laurea in Scienze naturali, in Geologia o in materie affini. Questo è il requisito base sul quale bisogna poi specializzarsi per acquisire tutte le altre competenze. Materie come l’ecologia, la topografia, la fisica, la speleogenesi e la chimica sono pane quotidiano per uno speleologo, che deve quindi sviluppare studi appropriati.

Esistono anche scuole di formazione e specializzazione che rilasciano attestati riconosciuti a livello nazionale che abilitano all’esercizio della professione di speleologo.

Cosa fare dopo la formazione

Una volta acquisite le competenze e le certificazioni valide per potersi qualificare come speleologo è importante non considerare conclusi gli studi. Sia perché parliamo di una disciplina poliedrica e trasversale che permette di approfondire sempre nuove competenze, sia perché non si tratta di un lavoro statico, ma che richiede di viaggiare e muoversi costantemente. Date anche le condizioni particolari nelle quali ci si trova a muovere per studiare le grotte e le cavità sotterranee, è fondamentale anche avere una forma fisica adeguata.

Il lavoro di speleologo

Come può essere inquadrato il lavoro di speleologo? Le alternative sono fondamentalmente due: o come dipendente presso un istituto di ricerca o, molto più spesso, come libero professionista. In questo secondo caso lo speleologo può diventare una guida turistica e accompagnare gruppi di curiosi e appassionati (di tutte le età) in tour archeologici di scoperta delle cavità sotterranee. L’inquadramento come guida turistica consente allo speleologo di essere anche assunto da un ente turistico o da associazioni ed enti pubblici che gestiscono le caverne che sono aperte al pubblico. Come sanno tutti i liberi professionisti anche per diventare uno speleologo bisogna entrare nella consapevolezza anche di lavorare saltuariamente o di riuscire a trovare collaborazioni anche diversificate tra loro. Chi ha scelto questo tipo di professione e completato un percorso professionale così articolato e impegnativo ha però certamente le capacità per riuscire a trovare idee per far fruttare le proprie competenze.

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