28 Novembre 2022

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Che cosa sono i dividendi e quali sono le azioni più appetibili

Che cosa sono i dividendi e quali sono le azioni più appetibili

Qualsiasi persona che intende investire in azioni, per ottenere risultati soddisfacenti deve familiarizzare con vari concetti come ad esempio quello inerente i dividendi. Questi ultimi infatti servono a calcolare con un margine di errore ridotto il potenziale guadagno. In riferimento a quanto sin qui descritto, vediamo nel dettaglio cosa sono i dividendi, come funzionano e quali tipi di azioni risultano più appetibili.

Che cos’è il dividendo?

Quando si parla di dividendo si intende una parte di utile che una società quotata in Borsa mette a disposizione dei potenziali azionisti nel momento in cui dichiara chiusa l’acquisizione. Detto ciò è importante aggiungere che il cosiddetto stacco del dividendo viene approvato sempre preventivamente dall’assemblea dei soci della suddetta azienda. Fatta questa premessa, va sottolineato che ci sono anche i dividendi aristocratici https://www.finanzanews24.com/cosa-sono-i-dividendi-aristocratici-ecco-la-lista-aggiornata/ ossia quelli che un determinato gruppo di aziende propongono e che devono soddisfare alcuni criteri. A tale proposito a seguire approfondiremo l’argomento in modo da rendere più chiaro il concetto.

Cosa sono i dividendi aristocratici?

I dividendi aristocratici vengono definiti tali poiché fanno parte del famoso indice identificato con l’acronimo di S&P 500 e che è uno dei più quotati al mondo, ossia nelle principali Borse americane, europee ed asiatiche. La parola aristocratici tra l’altro serve a mettere in evidenza alcuni requisiti che i rispettivi dividendi devono soddisfare. Per fare qualche esempio il gruppo di aziende che li propone, in primis deve garantire un costante aumento dei dividendi per almeno 25 anni. In secondo luogo è necessario che possegga liquidità e pacchetti di una certa dimensione. Detto ciò, giusto per stilare una breve graduatoria delle azioni più appetibili acquistate con i dividendi aristocratici, ecco alcune tra le 66 aziende che riescono a soddisfare i suddetti criteri. Nello specifico si tratta dell’OTIS (Otis Worldwide Corp.), della JNJ (Johnson & Johnson), CARR (Carrier Global Corp.) e della MMM (3M Corp.). A margine va detto che l’indice dei suddetti dividendi aristocratici spesso ottiene delle performance soddisfacenti e che in genere come si evince dall’ultimo decennio si attestano sullo 0,3% annuo, senza contare che hanno la volatilità è livellata verso il basso. Con questi dati alla mano investire in Borsa significa conoscere in anticipo e con un margine di errore infinitesimale il potenziale guadagno azionario.

Il dividendo è un diritto?

Dopo aver chiarito cos’è un dividendo e quali sono le azioni migliori per sfruttarlo, per concludere conviene approfondire un altro importante concetto. Nello specifico si tratta di sapere se il dividendo è un diritto o meno. La risposta in tal senso è breve ed esaustiva; infatti, non lo è, anche se ci sono alcune eccezioni alla regola. Per fare un esempio alcune azioni tipo quelle privilegiate, possono includere il diritto a percepire un dividendo, anche se risultano assenti i diritti amministrativi tipo il voto in assemblea. Questa eccezione tuttavia deve essere considerata dalla società, ossia i membri che la rappresentano hanno l’obbligo di definire in anticipo il diritto a un utile tenendo conto anche della tassazione vigente in Italia. Nel nostro Paese infatti i dividendi vengono tassati con un’aliquota standard pari a tutte le altre tipologie di azioni presenti sul mercato e che corrisponde al 12,5%. Per fare un esempio e per capire meglio questo concetto di dividendo, possiamo dire che se il capitale di una determinata società viene suddiviso in 100.000 azioni, allora l’esercizio sarà chiuso con un utile di 200.000 euro. Da ciò si evince che se un azionista sia esso appartenente alla suddetta società o che si tratti di un cittadino privato possiede 2.000 euro, riceverà come utile la medesima cifra tenendo però presente che 250 euro vanno versati al Fisco.