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La cima del Pasubio: dalla prima guerra mondiale ad oggi

La cima del Pasubio

La cima del Pasubio, altezza 2239 metri, fa parte delle Prealpi Vicentine e si trova al confine tra le province di Vicenza e Trento.

Separa la Val Leogra e la Vallarsa dalla Val Terragnolo e dalla Val Posina; attraversata dai passi di Pian delle Fugazze, Borcola e Xomo ed è estesa dall’altopiano di Folgaria.

Il Pasubio è un massiccio montuoso carbonatico, dolomitico e in parte calcareo, circondato da attrazioni turistiche. Dal monte Pasubio si snoda un panorama straordinario, che abbraccia il Lago di Garda, Verona e Venezia.

Monte Pasubio escursioni: le 52 gallerie e il rifugio Papa

La strada della 1ª Armata, meglio conosciuta come strada delle 52 gallerie, che in realtà è una mulattiera è uno dei più famosi percorsi della cerchia prealpina, unica nel suo genere, un percorso di straordinario interesse storico ambientale.

L’escursionista sulla strada del monte Pasubio potrà ammirare un paesaggio mozzafiato, sempre mutevole, tra creste, dirupi, pianure e percorsi collinari. La strada delle 52 gallerie è percorribile a piedi nella stagione estiva ed è vietata ai ciclisti, in seguito a incidenti intercorsi.

Si parte da Bocchetta di Campiglia per arrivare alle porte del Pasubio a 1935 metri di altitudine. Qui si trova il rifugio Papa, appartenente al Club Alpino Italiano. Il rifugio Achille Papa è aperto tutti i giorni da metà maggio a metà ottobre.

La strada delle 52 gallerie è lunga 6,55 km e fu costruita nel 1917 dal genio militare italiano.

Era una via fondamentale per dare rifornimenti alle prime linee impiegate nella guerra contro le truppe austro ungariche, 2280 metri di strada divisi in 52 tunnel scavati nella roccia. Ogni tunnel è numerato e caratterizzato da un nome particolare. La larghezza minima di 2,20 m era originariamente destinata a consentire il transito di due muli con bagaglio.

I tunnel più particolari sono:

  • Il numero 19, lunga 318 metri chiamato anche galleria Re, perché venne percorsa dal re Vittorio Emanuele III durante la primavera del 1918.
  • Il numero 20 si eleva a spirale su sé stessa per quattro volte all’interno di un torrione roccioso.
  • L’uscita della 47 è usata per raggiungere il punto più alto della strada (2.000 m), che offre un magnifico panorama.

La rete di gallerie sotto le linee austriache è stata particolarmente ben conservata. Si possono ancora vedere trincee, caverne, stazioni di tiro e crateri di conchiglie. Ci sono ancora resti arrugginiti delle armi usate nella guerra e si possono trovare anche schegge e ossa umane.

La cima del Pasubio

Cima Palon

Si può arrivare sulla cima del Palon partendo dal rifugio Papa, è un’escursione molto amata da chi pratica il trekking sul Pasubio.

Dal rifugio si prende il sentiero 105, attraversando il varco Porte del Pasubio si prosegue sul versante Nord. Prendere poi direzione Cogolo Alto, il diroccato ex rifugio Militare, continuando sulla linea di cresta verso Nord, attraverso la Zona Sacra. Da qui si giunge a Cima Palon.

Una volta raggiunta la cima si apre un panorama bellissimo, che abbraccia il paesaggio tutto intorno, regalando scorci indimenticabili sulla città di Trento e le montagne limitrofe.

L’ossario del Pasubio

L’ossario del Pasubio non è lontano dal Pian delle Fugazze ed è un luogo sacro dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Il monumento è costituito da due parti: l’ossario e il sacello. La parte superiore si sviluppa su quattro piani, mentre dal basamento si accede alla cripta dove sono custodite le spoglie dei militari morti durante il conflitto.

Il sacello si trova in posizione panoramica, dove si può ammirare il massiccio del Pasubio e abbracciare tutto l’arco montuoso fin giù alla pianura.

Ricordando tutte le battaglie che ci furono, la parte alta del Monte Pasubio è considerata zona sacra. Qui si trova l’Arco Romano, eretto presso il Cimitero Italiano della Brigata Liguria, con la celebre iscrizione “Di qui non si passa”. Fu realizzato dai fanti nel luglio 1916, in ricordo dei caduti che qui riposavano.

cima Pasubio - Ossario

La cima del Pasubio durante la prima guerra mondiale

Durante il primo conflitto il Pasubio fu per più di due anni (dal giugno 1916 al novembre 1918) teatro di sanguinose battaglie tra gli eserciti italiano e austro-ungarico. Di questi aspri scontri, e in particolare delle opere di indebolimento, rimangono ancora oggi molteplici gallerie, grotte e bastioni che i soldati dei due campi hanno tagliato con l’esplosivo.

La cresta nord-sud porta ancora le stimmate della guerra, in particolare le due cime appiattite: quella settentrionale era occupata dagli austriaci, l’altra dagli italiani (altopiano italiano, dente italiano).

Erano separati dalla Selletta dei Denti, una terra dove morirono migliaia di uomini. Questo è il motivo per cui il Pasubio è talvolta citato come il massiccio del fronte o la montagna dei 10.000 morti.

Dal 1917, i due eserciti intrapresero lo scavo di una rete di gallerie per minare la terra di nessuno che le separava, il 13 marzo 1918 gli austriaci diedero fuoco a un carico di 55 tonnellate di dinamite a destra della piattaforma italiana, senza tuttavia riuscire a mandar via i suoi nemici.